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  • Laura Invernizzi

Quattro donne a NYC

Fin dall’esordio di questo podcast ho accarezzato l’idea di parlare di una serie da me vista e rivista - forse l’unica in cui mi sia comportata così – citata anche di recente: Sex and the City.

Il 9 dicembre esce And Just Like That… nuovo capitolo che vede tre delle storiche protagoniste: Carrie, Charlotte e Miranda alle prese con la loro vita di donne over 50, tra amicizia e amore.

Se ne sta parlando diffusamente ovunque, su Instagram non è passato giorno – da quando sono iniziate le riprese – in cui non siano stati immortalati e pubblicati outfit con tanto di segnalazione del brand e commenti sui protagonisti.


Però al di là di questo revival, l’attenzione e l’interesse per Sex and the City – serie TV che ha preso il via il 6 giugno 1998 e terminata dopo 6 stagioni e 94 episodi il 22 febbraio 2004 a cui sono seguiti 2 (discutibili) film e un prequel Carrie’s Diary – non sono mai diminuiti.

Mi sono interrogata quindi sul perché Sex and the City sia così ancora amato e citato nonostante gli anni trascorsi e alcuni limiti narrativi.


Il fatto di avere in una serie TV quattro protagoniste, donne sulla trentina single con lavori appaganti in una città come New York è stata indubbiamente una novità per l’epoca …e se aggiungiamo che la prerogativa non fosse – Charlotte a parte – sposarsi, ma principalmente godersi la vita, le amicizie e il sesso, possiamo comprendere come abbia scardinato qualche retaggio o almeno abbia cercato di farlo aprendo la strada – televisivamente parlando - ad altre produzioni. Lo hanno sottolineato in un articolo pubblicato a giugno 2018 (20 anni dall’uscita di SATC) Emma Saunders e Lauren Turner citando serie come Girlsfriends o Girls (Lena Dunham ha detto che stava "colmando un divario" tra le adolescenti in Gossip Girl e le trentenni in SATC - con il pilot che cita la serie).


Le modalità di interazione sono cambiate, ora esistono gli smartphone e le app di dating, ma alcune dinamiche relazionali (di amicizia, di amore o di sesso) risultano simili….perché in fin dei conti anche noi siamo come le protagoniste – lo scrive Ashish Dutta. Un po’ come facevamo noi ventenni e con una vita decisamente diversa (e pure un guardaroba più ridotto) quando abbiamo iniziato a guardare la serie.

E a proposito di vestiario; nel 97/98 avevo da poco scoperto – grazie ad un libro – un designer che produceva le sue scarpe in Italia ed ecco che in Sex and the City finalmente le vedo indossate…e quanti modelli costosi e bellissimi c’erano! Sto parlando di Manolo Blahnik. Questo aneddoto privato (e pure poco interessante) mi permette però di introdurre un altro tema cardine della serie che non sembra essere stato scalfito dal tempo.

La moda.


Sex and the City è stato citato in ben due panel all’interno del recente Festival delle Serie TV proprio su questo argomento.

Quando lo styling è storytelling” e “Armocromia, geometria e serie TV”.

Nel primo panel che vi ho citato si è detto che dall’uscita della serie, la moda diventa fondamentale per approfondire sia il punto di vista narrativo che i protagonisti le cui scelte in fatto di abbigliamento, accessori, trucco ed acconciature rispecchiano le caratteriste del personaggio. Anche la stessa Carrie, più camaleontica come l’ha definita Rossella Migliaccio in realtà è coerente nella sua incoerenza stilistica.

Il lavoro fatto da Patricia Field – costumista e designer - è stato secondo Nick Cerioni, stylist di numerosi artisti tra cui Achille Lauro, iconico. Le scelte che mischiavano brand di lusso a pezzi vintage o low cost ha permesso di rendere lo stile della serie unico.

E’ proprio il termine stile a fare la differenza, perché se in altre serie – vedi Gossip Girl – c’erano abiti da favola e alla moda…a riguardarli ora risultano già datati.

Il fatto poi di collaborare con le attrici che sarebbero andate a vestire i panni – fisici – e il personaggio ha avuto il vantaggio di rendere il tutto più credibile e non un manichino vivente da vestire.

La spontaneità si è un po’ persa nei due film con la presenza massiccia delle case di moda che hanno – in realtà già da metà serie – intuito l’importanza di Sex and the City e più in generale della TV all’interno della promozione dei loro prodotti (non più solo al cinema…la famosa Terza età dell’Oro citata qualche puntata fa).

Sarah Jessica Parker - nell’intervista realizzata per il numero di dicembre di Vogue USA – che la vede in copertina - ha dichiarato di aver conservato in un magazzino tutto quanto indossato da Carrie, suddiviso non solo per stagioni, ma addirittura per puntate. Qualcosa verrà sicuramente ripreso in And Just Like That… (titolo che riprende una frase spesso citata dalla protagonista).


Tutto bello? Ovviamente no…ed chi si appresta ora a guardare la serie se ne accorge. Molte scelte narrative risentono del tempo e delle modalità di scrittura che si spera possano essere superate in questo nuovo capitolo.

Era esasperatamente bianco, scrive Ella Alexander su Harper Bazaar (ma non lo dice solo lei…eh), la rappresentazione dei gay semplicistica scrive ancora, per non parlare delle battute sulle persone trans di Samantha Ne parlano diffusamente in un bel podcast - già citato qui, ma vale la pena di ricordarlo - Marina Pierri ed Eugenia Fattori, si intitola Tutte col Tutù come la iconica gonna di Carrie che si vede negli opening titles. 10 episodi, ma sono certa non mancheranno aggiornamenti sul revival.


Come dicevo all’inizio si sta parlando diffusamente di And Just Like That… sono previsti 10 episodi da 30 minuti in onda su HBO MAX dal 9 dicembre (i primi due) e poi i restanti 8 la settimana successiva (da noi saranno su Sky - e mi auguro anche su NowTv).

Le immagini che arrivano dal set – c’è un account IG del revival – mostrano graditi ritorni, nuovi personaggi e baci si fronte agli storici gradini della casa di Carrie.

Casa che è stata riprodotta e qualche settimana fa c’è stata la possibilità di affittarla per una notte tramite Airbnb.


Dall’intervista di Vogue citata prima, i giornali italiani hanno riportato lo sfogo di Sarah Jessica Parker sulle rughe e i capelli grigi.

Gli anni passano, le persone invecchiano e lo fanno anche attori e attrici, anche se per loro sembra non essere concesso e quindi nel caso ci sia qualche ritocco estetico ecco arrivare lo sdegno.

Siamo talmente abituati a vedere volti con decine di filtri da essere portati a riconoscere ed apprezzare solo quell’estetica, ma se si guardano i vecchi episodi o le vecchie immagini di SATC notiamo i volti che seppur giovani delle protagoniste avevano qualche ruga di espressione.

Peccato che ora però si tenda a modificare anche quelle foto, ne ho trovata qualcuna su IG …e mi sono chiesta: perché?


Non sappiamo come sarà And Just Like That…, ma sicuramente ha dalla sua parte qualcosa che in Tv è poco rappresentato: storie di donne over 50.

Avevamo affrontato un discorso simile per Grace and Frankie, ma la cosa è ancora diversa. Lo ha sottolineato Michael Patrick King produttore esecutivo. “Quando abbiamo annunciato And Just Like That… ci sono state molte reazioni positive, ma una risposta (bitchy) online è stata la condivisione di foto delle Golden Girls. E io ho pensato 'Wow, quindi o hai 35 anni o sei in pensione e vivi in ​​Florida. C'è un capitolo mancante qui.


E viene percepito anche dagli spettatori: Geena Davis Institute on Gender in Media ha avviato in collaborazioni con diverse realtà alcuni studi di ricerca, uno dei più recenti è con NextFifty Initiative dal titolo Donne over 50: il diritto di essere viste sullo schermo.

Se Il 42% degli intervistati tra i 18 e i 49 anni ha dichiarato di essere molto soddisfatto dell'accuratezza dei personaggi che ritraggono la loro fascia di età, solo il 25% degli intervistati con più di 50 anni lo è.

I personaggi più giovani hanno molte più probabilità di avere una trama romantica rispetto ai personaggi 50+;

L'83% di uomini e donne con più di 50 anni è d'accordo con l'affermazione "a volte sento che i media/la cultura non si rendono conto di quanto stereotipizzino le persone anziane," in un altro studio emerge che quando le donne più anziane compaiono, vengono descritte come testarde, poco attraenti, scontrosi, fuori moda.

È più probabile che i personaggi femminili siano oggetto di insulti legati all'età rispetto ai personaggi maschili (6,5%) con commenti che includono "la stanchezza arriva con l'età", "non c'è da stupirsi che tu abbia i capelli grigi", "sei inutile".

Tra i personaggi 50+, gli uomini sono molto più comuni sullo schermo rispetto alle donne; di tutti i 50+ personaggi, gli uomini sono 4 su 5 nel cinema, 3 su 4 nelle trasmissioni televisive e 2 su 3 nella televisione in streaming.


Mi viene da pensare che forse – e mi auguro di non essere smentita - And Just Like That…riuscirà a scardinare qualche retaggio come fece nel 1998.


Ci sarebbe molto altro da dire sui nuovi volti della serie, sulla morte di un attore storico molto amato che vedremo proprio qui per le ultime sue apparizioni, sull’assenza di Kim Cattrall che interpretava Samantha, ma credo che siano cose già lungamente ripetute.

Ho preferito un taglio diverso - mi auguro interessante o almeno ricco di spunti – nel testo lascerò i link per poter approfondire le letture degli articoli e delle ricerche citate.


Sex and the City è disponibile su Sky/Now TV

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