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  • Immagine del redattoreLaura Invernizzi

Nostalgia canaglia

Possiamo classificare le serie TV in molti modi, le preferite, quelle guilty pleasure (magari un po’ trash, ad esempio quelle coreane nel mio caso) e le serie nostalgia.


Nostalgìa; desiderio acuto di tornare a vivere in un luogo che è stato di soggiorno abituale e che ora è lontano. Per estens., stato d’animo melanconico, causato dal desiderio di persona lontana (o non più in vita) o di cosa non più posseduta, dal rimpianto di condizioni ormai passate, dall’aspirazione a uno stato diverso dall’attuale che si configura comunque lontano (fonte Treccani).


Potremmo inserire nell’elenco tutte quelle legate alla nostra infanzia, ma ce n’è una in particolare che ci riporta indietro nel tempo semplicemente nominandola: La Signora in giallo (titolo originale Murder, She Wrote), ma se ci fate caso, la maggior parte delle volte la chiamiamo semplicemente Fletcher, con l’articolo davanti se siete milanesi/lombardi (anche mia madre la chiamava così nonostante fosse a digiuno di lingue straniere e ho notato questa cosa proprio di recente parlando con diversi amici).


A me ricorda l’estate e i pranzi nella mia casa natale, la televisione in sottofondo e l’occhio che la guarda di tanto in tanto, la sorpresa di ritrovare gli stessi attori, l’inevitabile omicidio e anche qualche volto rivisto negli anni in altre serie TV.


Per Patty, “odora di risotto della nonna e mattinate a casa da scuola per l’influenza”, “aiuta a stare meglio” mi sottolinea Michela che mi ha suggerito il tema della puntata a cui ovviamente la dedico, visto che la pubblicazione coincide col suo compleanno.


Cosa si può dire di una serie TV, o telefilm, che conoscono tutti?

Brevissima sinossi: la protagonista è Jessica Beatrice Fletcher, vedova, vive a Cabot Cove nel Maine, insegnante di inglese in pensione, scrittrice di gialli di successo che viene coinvolta – suo malgrado – nella risoluzione di omicidi. Non mancano ovviamente altre figure che negli anni sono diventate familiari: il medico locale, lo sceriffo, i nipoti, e l’investigatore privato, protagonista poi della serie Provaci ancora, Harry (The Law and Harry McGraw) che fu cancellata nel 1988 dopo solo una stagione.


E a proposito di numeri e dati.

Murder, She Wrote debuttò sulla CBS il 30 settembre 1984 e si concluse il 19 maggio 1996 dopo 12 stagioni, 264 episodi a cui si aggiunsero 4 film (1997, 2000, 2001, 2003). In Italia andò in onda in prima visione su Rai 1 a partire dal 1º giugno 1988 ogni mercoledì in prima serata (alle 20:30). Dall'anno successivo la serie venne programmata, sempre in prima visione, dal lunedì al venerdì nella fascia oraria 12:30-13:30, poi nel corso degli anni in modo irregolare, spostandosi anche su Rai2 e negli anni 2000 su Rete4. Nel caso vogliate fare binge watching, tutte le stagioni si trovano su Sky/Now.

Discorso diverso per i 4 film andati in onda in Italia nel 1999 il primo e nel 2005 i restanti 3. Attualmente non risultano disponibili per la visione on demand, ma potrebbero essere trasmessi sui canali “tradizionali”.


Butto lì un paio di curiosità che i fan sicuramente sapranno, ma magari altri no:

Angela Lansbury (morta la scorso anno a pochi giorni dal suo 97esimo compleanno), già all’epoca affermata attrice cinematografica e teatrale con 3 nomination all’Oscar, non fu la prima scelta per il ruolo di Jessica Fletcher. Si era pensato infatti a Doris Day (che comunque si era già ritirata dalla TV per occuparsi della salvaguarda degli animali) e Jean Stapleton, già nota per la serie Arcibaldo, ma dopo il loro rifiuto, i produttori si indirizzarono verso la Lansbury, con il dubbio che lei non volesse vestire i panni di una detective dilettante avendoli già indossati per Miss Marple in due adattamenti cinematografici dei romanzi di Agatha Christie.

Dubbi infondati perché lei accettò e il resto è storia…anche se nel 1988 accusò un po’ di stanchezza dovuta agli alti ritmi di lavorazione degli episodi (7 giorni a puntata, passati poi a 8), col rischio concreto quindi che la quinta stagione potesse essere l’ultima. Si giunse però ad un compromesso, dando quindi all’attrice la possibilità di riposare: riduzione della sua presenza negli episodi (solo inizio e fine) a favore di altri personaggi. Questa cosa andò avanti fino al 1991, e nel frattempo la Lansbury diventò anche produttrice esecutiva della serie.


Si sprecano le battute sul fatto che ovunque andasse Jessica Fletcher ci fosse poi un morto, ma quanti omicidi sono stati commessi?

Ci sono diverse risposte, qualcuno sostiene che ce ne siano stati 274 a Cabot Cove facendola diventare una località più pericolosa dell’intera Honduras (fonte Dailymail), ma sappiamo che la nostra Jessica, ha viaggiato molto quindi occorre essere più precisi.

A mettere i puntini sulle i Jennifer Roy (CBR.com): “Jessica ha effettivamente risolto circa 60 morti sospette avvenute nella sua città natale di Cabot Cove, nel Maine, una media di cinque omicidi all'anno” (se contiamo le 12 stagioni/anni)…forse il paragone con l’Honduras regge ancora!


Ma c’è chi si è spinto oltre usando La Signora in giallo, per mostrare tecniche di data science: Luca Giovannini. Grazie a lui scopriamo tutti i luoghi visitati da Jessica Fletcher: a parte Cabot Cove e NYC dove si trasferisce per insegnare, troviamo molte città americane (Boston, San Francisco, Miami, Atlanta solo per citarne alcune), in Europa, Londra, in Irlanda, ma anche Milano (ne ho parlato in chiusura della puntata 80), Roma, Parigi. In Asia e addirittura in Australia!

Rimango ancora un po’ sui luoghi, perché sicuramente molti di noi sono venuti a conoscenza del Maine grazie a questa serie…peccato che Cabot Cove sia una località fittizia e le riprese sia state girate sulla costa opposta: a Mendocino in California (e a Los Angeles come puntualizza Alberto)

Nonostante il nome possa far pensare ad una cittadina al confine col Messico, in realtà si trova a nord di San Francisco, in una zona vinicola. Deve il suo nome ad Antonio de Mendoza, viceré della Nuova Spagna, un omaggio dei esploratori ispanici.

Ho trovato una pagina creata dal Kelley House Museum, dedicata ad Angela Lansbury e alla sua presenza a Mendocino con foto e dettagli dell’iconica casa di Jessica Fletcher. Si tratta della Blair House, costruita nel 1888, nel 1986 fu acquistata dall'attuale proprietario che la trasformò in un bed and breakfast.


Le riprese si svolgevano ogni primavera, ma solo 9 dei 264 episodi sono stati girati interamente a Mendocino. Si legge: "anche se le riprese hanno spesso comportato problemi di traffico, è opinione generale che abbiano portato più eccitazione che problemi. Il team dello show era noto per la sua cordialità quando interagiva con la gente del posto, con i membri del cast che spesso si fermavano a chiacchierare con i residenti o a firmare autografi. Quando la troupe e le riprese sono diventate un peso per la città, la produzione ha fatto tutto il possibile per compensare gli inconvenienti" (donazioni a organizzazioni locali e rimborsi ai negozi per le perdite giornaliere dovute alla chiusura delle strade e all'interruzione delle attività durante le riprese. Il più grande sconvolgimento causato dalle riprese è stato quando è stato costruito un finto cantiere sui promontori, cosa che ha suscitato proteste da parte dei residenti di Cabot Cove (nella finzione) che di Mendocino. La location è stata ripristinata dagli studios al termine delle riprese.


Se dovessi mai tornare in California (l’aereo al pari dell’auto mi crea un po’ di disagio) mi piacerebbe fare tappa qui! Ma andiamo oltre…


Un elemento sempre presente ne La Signora in giallo sono i libri: all’interno della serie e nei film sono menzionati 39 romanzi scritti dalla Fletcher. L’adattamento del primo The Corpse Danced at Midnight /il cadavere danzava a mezzanotte è il tema dell’episodio 4.


Alcuni episodi furono invece la base per una serie di romanzi pubblicati a metà degli anni '80 da Avon Books. Ogni libro, ad eccezione di L'assassinio di Sherlock Holmes (pilot che dura ben 90 min), utilizza due episodi dello spettacolo come base per la sua storia.


Poi ci sono quelli con protagonista la stessa Fletcher – che firma anche come autrice! - pubblicati a partire dal 1989 (il primo si intitola: La signora in giallo. Gin & Pugnali e per restare in tema alcolico i successivi sono Manhattan & Omicidi, Rum & Delitti, Brandy & Pallottole, Martini & Follia) la maggior parte scritti da Donald Bain, tre con Renée Paley Bain, poi ha preso il testimone Jon Land e dal 2022 Terrie Farley Moran, per un totale di 56 romanzi e due in uscita ad inizio 2024, quasi tutti tradotti in italiano.


Non sono mancati giochi da tavolo e videogames a tema, l’ingresso nei Guinness dei primati di Jessica Flecter come la detective dilettante più prolifica; Angela Lansbury detiene invece il record per il maggior numero di nomination agli Emmy come miglior attrice protagonista in una serie drammatica (dodici, una per ogni stagione), purtroppo senza averne mai vinto nessuno per quel ruolo.


Ci sarebbero mille aneddoti e ricordi da raccontare su La Signora in giallo, come il crossover con Magnum PI o il film sfumato con protagonista Octavia Spencer che doveva proprio intitolarsi Murder, She Wrote.

Chissà se accadrà la stessa cosa o vedrà la luce il film commissionato da Universal alle sceneggiatrici Lauren Schuker Blum e Rebecca Angelo con la produzione di Amy Pascal.

Sono curiosa, ma allo stesso tempo credo che Angela Lansbury resterà la sola Jessica Fletcher possibile (ma forse opteranno per qualcosa di diverso, vedremo)


Mi avvio verso la conclusione

Paolo Armelli su Wired lo scorso anno, all’indomani della morte dell’attrice ha scritto un bell’articolo di cui vi riporto qualche passaggio legato alla nostalgia di cui parlavo all’inizio.

In tantissimi hanno detto di piangere una persona che era quasi una nonna. Non solo perché noi l'abbiamo immortalata esteticamente e anagraficamente nella signora matura e compita che è appunto lo stereotipo ultimo, pulito e aureo della nonnina per eccellenza, ma perché con le nonne e i nonni quel telefilm abbiamo visto allo sfinimento. Era un rito collettivo, di famiglia, che scandiva il passare delle stagioni e in fondo anche la nostra crescita”.

E sull’eredità lasciata da questa serie e dalla sua protagonista scrive ancora:

Con lei abbiamo visto invecchiare e sparire i nonni appunto, e passare le consegne ai nostri genitori, che nel frattempo andavano in pensione e a loro volta diventavano addicted dei cicli di repliche, umarell ereditari delle morti da piccolo schermo. Noi millennial poi abbiamo fatto il nostro consegnando a La signora in giallo il nostro elisir di lunga vita generazionale, ovvero le gif e i meme: Jessica è diventata un fenomeno del web, sarcastica e un po' funerea, ma sempre buffa, allegra, cangiante.”


E con questa immagine chiudo questa puntata speciale che dedico a Michela, amica e assidua ascoltatrice di questo podcast (e pure la più lontana visto che vive in Australia).


DI seguito qualche link sul tema:

10 buoni motivi per cui ameremo per sempre La Signora in Giallo

15 episodi essenziali di Murder, She Wrote

14 migliori frasi di Jessica Flecter

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