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  • Laura Invernizzi

Elementare, Watson!

Il tema mi è stato suggerito da Alberto, marito e sound editor, ma in qualche modo prosegue col discorso di un paio di puntate fa, andando ad aggiungere un nuovo aspetto del binomio libro/adattamento sullo schermo (tv o cinema, anche se in questo programma parliamo più che altro di serie TV).

E qui scomodiamo un altro grande della letteratura investigativa dopo Agatha Christie: Sir Arthur Conan Doyle.


Nel 2012 Il Guinness dei Primati elesse Sherlock Holmes il personaggio letterario più interpretato in Film e TV. I dati riportati contavano ben 75 attori diversi nel ruolo per 254 produzioni (ma sicuramente il numero ad oggi è ancora più alto…anche perché vado proprio a raccontare un recente e particolare adattamento). Senza contare poi il teatro, i radiodrammi e i videogiochi.


Non sempre si è trattato di adattamenti ai testi, spesso sono infatti storie originali in cui protagonisti si rifanno ai personaggi letterari: quindi Sherlock la sua mente prodigiosa, il modo di approcciarsi al mondo e ai casi, Watson la spalla, quello che supporta e sopporta e arranca dietro ai ragionamenti così rapidi di Holmes, il cattivo di turno, Moriarty che non si palesa del tutto e casi sempre diversi da risolvere.

A questo proposito ho scelto 3 serie TV degli ultimi anni per spiegare la dinamica che vi ho appena descritto.


Nel 2010 la BBC One propone una mini serie in 3 puntate dal titolo semplice e diretto: Sherlock, con protagonista Benedict Cumberbatch non un attore alla prime armi, ma questa interpretazione ha permesso di farlo conoscere ad un pubblico più vasto e la sua carriera è decollata con ruoli importanti e riconoscimenti (Nomination nel 2015 agli Oscar come miglior attore per The Imitation Game, oltre a molti altre - per film e TV - un Emmy vinto per Sherlock nel 2014 e un Bafta lo scorso anno per Patrick Melrose)…a casa lo chiamiamo prezzemolino perché lo troviamo ovunque!

Nel ruolo di Watson Martin Freeman (The Hobbit, Fargo ecc..) medico reduce di guerra che diventa coinquilino di Sherlock e da lì poi partono le avventure di questa “strana” coppia.

Nel cast anche la moglie di Freeman, Amanda Abbington, che interpreta proprio questo ruolo (ora i due si sono separati).

Per Moriarty troviamo, Andrew Scott che ha recentemente vinto il Critic’s Choice Television Awards come attore non protagonista in Fleabag - serie TV che sta raccogliendo sempre più consensi e premi (per lo stesso ruolo era candidato anche ai Golden Globes).

Guardando spesso serie TV inglesi si trovano attori già visti in altre produzioni, il gioco tra me e Alberto è individuare – senza cercare su Imdb – dove recitavano.

La serie è ambientata nella Londra dei giorni nostri, tranne un episodio “Christmas Special” del 2016 L’abominevole sposa collocato in Età Vittoriana (per qualcuno un salto dello squalo…ma trattandosi di evento speciale, lo perdoniamo!)

Visto il successo riscontrato, sono state realizzate 4 stagioni per un totale di 12 episodi (+ quello descritto poco fa). Tutte si ispirano ad un racconto di Doyle: da Uno studio in rosso (chiamato qui rosa) a L’ultima avventura (ma con elementi presi da altri).

Curiosità; l'ultima scena contiene un omaggio a Basil Rathbone, l'attore che interpretò Sherlock tra gli anni Trenta e Quaranta.

Improbabile che possano essere realizzate nuove stagioni, anche se i rumors si rincorrono ogni giorno (con titoli acchiappaclick), in realtà gli ideatori della serie Steven Moffat e Mark Gatiss sono impegnati con Dracula (visibile su Netflix come Sherlock).


Ci spostiamo a NYC per Elementary, serie TV prodotta dal 2012 al 2019, 7 stagioni per un totale di 154 episodi (trasmessi anche in Italia su Rai 2).

Jonny Lee Miller interpreta Sherlock Holmes, ex consulente di Scotland Yard che dopo essere uscito da una clinica per intossicarsi da alcol e droghe, collabora ora con la Polizia di NY. Ad affiancarlo la dottoressa Joan Watson, ex chirurgo arrivata nella vita del protagonista inizialmente come terapista (inviata dal padre di Sherlock per assicurarsi che rimanga sobrio) ma ben presto diventa anche lei consulente NYPD.

Ad interpretarla Lucy Liu (Kill Bill, Charlie’s Angels solo per citare due titoli).

Miller è in questo momento l’attore che ha interpretato più a lungo il ruolo di Sherlock (per quanto concerne TV/cinema)


Infine vi segnalo un altro adattamento molto particolare per almeno un paio di motivi:

Ci trasferiamo infatti nella moderna Tōkyō con Miss Sherlock, produzione HBO Asia e Hulu Japan.

8 episodi andati in onda dal 27 aprile al 15 giugno 2018. (resto in attesa che qualche piattaforma lo renda disponibile in Italia)

Come si evince dal titolo il ruolo di Sherlock (qui si chiama Sara Shelly Futaba) è affidato ad una donna (l’algida Yuko Takeuchi), si tratta della prima volta che avviene – così come il ruolo di Watson, un medico da poco rientrata dalla Siria (qui il gioco di parole Dr. Wato Tachibana (Wato-san) interpretata da Shihori Kanjiya


Kevin Yeoman nel suo articolo su screenrant.com lo definisce "A Clever Reimagining Of A Classic Character"

La cosa curiosa - e che rientra in parte nel discorso fatto nella puntata “Era meglio il libro” - è l’influenza che le trasposizioni hanno sull’immagine che abbiamo di Sherlock.

Ho intitolato la puntata “Elementare, Watson” ma di fatto nei libri di Doyle la frase non è mai stata riportata. L’unica espressione simile si trova nel racconto The Adventure of the Crooked Man (Il caso dell'uomo deforme) in cui Watson esclama 'Excellent!' e Holmes dice 'Elementary,'


Oh, this is elementary, my dear fellow” è attribuita a William Gillette, attore e drammaturgo, che nel 1899 portò in scena Sherlock Holmes a NYC (e lo fece per ben 1300 volte)… a cui seguirono rimaneggiamenti e fino a d arrivare a Elementary, my dear Watson.

Del resto anche la descrizione fisica – o meglio alcune parti - come il cappello per la caccia al cervo (deerstalker) e la pipa ricurva calabash sono da attribuire a Gillette – anche se il cappello era presente nelle illustrazioni di Sidney Paget già dal 1893 - anzi si può dire che sia merito suo se abbiamo questa iconografia così precisa in testa.


Da un grande classico della letteratura sono stati creati dunque innumerevoli adattamenti, o come nei casi citati ha dato vita a serie o tv crime che hanno solo soggetto (o i protagonisti) in comune coi libri (alcuni molto convincenti).


Li avete amati? Sentite comunque il legame coi testi troppo forte per “accogliere” queste liber interpretazioni?

Attendo vostri commenti!

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