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  • Laura Invernizzi

Chi è senza peccato...

Aggiornamento: 6 mag

Non sempre seguo i palinsesti delle uscite, certo in alcune puntate recenti è capitato, ma ho moltissime serie che tengo nel cassetto che necessitano di vedere la luce.

In particolare mi concerto in questa puntata su The Sinner, serie antologica in 4 stagioni che ha per un protagonista ricorrente: Harry Ambrose, un detective che potrei annoverare tra quelli stropicciati…anche se la citazione che mi è venuta in mente guardando in particolare l’ultima stagione è “quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così”, anche se dubito sia mai stato a Genova!


Ma procediamo per gradi: The Sinner nasce come adattamento televisivo dell’omonimo romanzo tedesco di Petra Hammesfahr.

Una miniserie in 8 episodi che vede Jessica Biel nel ruolo di Cora Tannetti, nonché produttore esecutivo di tutte le stagioni.

E partiamo proprio da lei. Siamo in una città – Dorchester, nome di finzione – nello stato di New York, Cora è sposata con Mason e madre di un bambino, Laine. Al lago con la famiglia tenta il suicidio, ma cambia idea. Di ritorno sulla spiaggia mentre taglia un frutto per il figlio, Cora vede una coppia che si bacia. Si avvicina e accoltella l’uomo. Il caso viene assegnato ai detective Harry Ambrose e Dan Leroy. Con la confessione Leroy considera il caso chiuso, mentre Ambrose desidera sapere perché ha commesso un omicidio con frequenti colloqui con lei alla ricerca di risposte.

Una storia a ritroso che ci offre la possibilità di capire cos’è accaduto nella mente di Cora. Questo stile narrativo prosegue anche coi casi proposti nelle stagioni successive…un po’ come se Ambrose fosse un confessore che cerca di comprendere cosa c’è dietro al peccatore/peccatrice (the sinner) e ovviamente del peccato.


Tra i commenti letti su Rotten Tometoes – sito che raccogliere recensioni, informazioni e notizie sul mondo del cinema e delle serie TV - mi è saltato agli occhi quello di Candice Frederick, critica televisiva - che ha definito la prima stagione: Un intrigante dramma estivo che ci ha già incollati alla TV in una stagione di successi altrettanto fantastici e non convenzionali guidati da donne, The Sinner mette in luce una protagonista imperfetta senza chiederci di condannarla o sollevarla.


Dopo il successo della prima stagione – uscita in Italia nel febbraio del 2018 – si è deciso di rinnovare la serie proponendo una storia originale – mantenendo comunque lo stesso protagonista – e si è arrivati alla quarta (e ultima) stagione –- andata in onda negli Stati Uniti tra il 13 ottobre e il 1 dicembre 2021, ma ancora inedita in Italia.


Nel secondo capitolo, Harry – ormai è di famiglia e lo chiamiamo per nome - torna dopo quasi 15 anni - nella sua città natale di Keller nello stato di New York, per aiutare nelle indagini Heather Novack, la figlia di una vecchia conoscenza che è appena diventata detective su un duplice omicidio. Una coppia è stata trovata morta, apparentemente avvelenata, in una stanza di un motel. A confessare questa volta è un bambino, Julian che vive in una specie di comune.


Nel terzo – quello che mi ha lasciata più perplessa - il nostro detective viene chiamato sulla scena di un incidente d'auto in cui l'autista è rimasto ucciso. L'autista era Nick Haas, un ex compagno di college di Jamie Burns, il passeggero dell'auto che è sopravvissuto e ha denunciato l'incidente.

Cos’è successo davvero? L’intuito di Harry non sbaglia…non si tratta di solo di un grave incidente, c’è altro sotto.

Jamie è interpretato da Matt Bomer che abbiamo amato in White Collar (poi ovviamente ha fatto altro, tra cui Doom Patrol e American Horror Story e Stories).


Se la prima stagione è stata acclamata da critica e pubblico, non si può dire che il livello si sia mantenuto alto anche nelle storie successive.

Su Ciak di febbraio c’è la recensione di Oscar Cosulich che scrive: in questa terza stagione purtroppo le cose peggiorano, tanto che la soluzione del dramma si intuisce già dalle seconda puntata facendo sperare che nelle rimanenti si apra un nuovo caso. La speranza è disillusa e il gioco di gatto e topo tra Ambrose e il colpevole – infarcito di superficiali citazioni di Nietzsche appena degne di un Bignami del liceo, è francamente poco interessante. Poi parla dell’attore che cade nel cliché di un manierismo stucchevole riferendosi allo sguardo di sbieco e gli occhi socchiusi


Devo dire che per fortuna nel quarto capitolo la situazione migliora…Harry Ambrose/Bill Pullman un po’ meno, ma le vicende tengono incollato lo spettatore che si domanda se la storia stia prendendo una piega sovrannaturale o ci sia una spiegazione razionale (ma non ve lo dico per non rovinare la sorpresa!)


La trama: ancora sconvolti dal caso precedente, Harry e la sua nuova compagna si recano a Hanover Island, nel Maine. Qui durante una passeggiata sul molo Percy Muldoon, che lavora per la compagnia di pescatori della sua famiglia. Più tardi quella notte, la rivede sconvolta piangere e avventurarsi nel bosco per poi cadere da un’alta scogliera.


Nessuna serie è perfetta, ma nonostante qualche pecca descritta, sicuramente The Sinner merita di essere vista.

Dove? Su Infinity sono presenti la seconda e terza stagione* - rilasciata già nel settembre 2020 rispetto a Netflix che l’ha pubblicata il 9 dicembre 2021 e dove si trovano tutte le tre stagioni e spero a breve possa essere resa disponibile la 4.


Il libro The Sinner di Petra Hammesfahr è stato tradotto in Italia da Giunti nel 2018.


*dal 29 marzo 2022 anche la quarta stagione è disponibile su Infinity+


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