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  • Immagine del redattoreLaura Invernizzi

Moda e Serie TV - 1

Pur avendo deciso qualche tempo fa il tema di questa puntata – non ho un vero proprio piano editoriale, a volte segno gli argomenti in base ai miei interessi o suggestioni – in qualche modo si lega idealmente a Feud: Capote vs. The Swans (disponibile in Italia su Disney + dal 15 maggio, mentre negli Stati Uniti è uscita tra gennaio e marzo). Ne ho parlato qui.


Non tanto per la storia, ma per le vere protagoniste: Babe Paley, Gloria Guinness, solo per citarne un paio, amiche intime di Capote, ancora oggi considerate esempi di bellezza ed eleganza. In alcuni casi creando un nuovo stile in fatto di moda…e che ovviamente attingevano a piene mani dall’haute couture parigina.  


Nel libro Capote’s Women di Laurence Leamer c’è un passaggio che riassume al meglio l’approccio: L’obiettivo di donne come C.Z. (Guest) era quello di spendere e spandere, offrendo al contempo un modello alle masse. «Che cosa c’è che non va nelle donne che motivano altri a raggiungere standard più elevati?» domandò C.Z. «Pensate a tutte le bellissime opere che Maria Antonietta e Madame de Pompadour hanno ispirato ad artisti e artigiani.»

 

In questa puntata parliamo dunque di moda attraverso 3 serie TV (due abbastanza recenti) che raccontano di grandi couturier, di stilisti, di innovazioni, ma come sempre accade da queste parti allarghiamo lo sguardo anche su documentari e mostre.

 

Partiamo da una produzione spagnola, Cristóbal Balenciaga, composta da 6 episodi e disponibile su Disney +.

La prima puntata parte dal funerale di Coco Chanel, gennaio 1971 in cui è presente lo stilista e la giornalista Prudence Glynn che chiede di poterlo intervistare – sono passati tre anni dalla chiusura della casa di moda che porta il suo nome – dopo il rifiuto iniziale, acconsente.

Le vicende quindi ci riportano indietro nel tempo, all’arrivo a Parigi. È già uno stilista affermato in Spagna, ma la prima collezione non sembra destare interesse alla clientela francese…

È un uomo schivo, non vuole apparire - a differenza di altri – e si definisce apolitico nonostante qualcuno gli faccia notare non sia possibile in quel periodo storico (siamo arrivati all’occupazione nazista).


La serie è in lingua francese, spagnola e basca (in particolare nei dialoghi con i parenti) ed è stata accolta positivamente dalla critica.

Alberto Carlos, EspinofCristóbal Balenciaga' è pronta a diventare una delle migliori serie spagnole del 2024 grazie a un'esplorazione sobria ma affascinante di un'icona della moda e a una produzione che trabocca, da ogni lato, di amore per l'alta moda.”

Su La Nación, Martín Fernández Cruz scrive: “Ognuno dei sei episodi che compongono questa serie va dal macro al micro; ognuno inizia con un ritratto del vasto mondo della moda per poi concentrarsi sui tormenti individuali del suo protagonista.”

 

Uno dei grandi “rivali” di Balenciaga era Christian Dior in cui stile e approccio era molto diverso, ma non meno tormentato, almeno secondo The New Look.

La serie uscita tra il 14 febbraio e il 3 aprile su Apple TV presenta anche lei il tema del ricordo.

Dior è in un aula davanti agli studenti della Sorbone ed inizia a raccontare la sua vita (ed arriva il salto temporale alla seconda Guerra Mondiale e l’occupazione nazista a Parigi).

 

A differenza della serie spagnola, il focus non sono tanto le sfilate e gli abiti, ma l’ambiente in cui si svolgono le vicende e i tormenti delle persone coinvolte, oltre a Dior, troviamo infatti in evidenza Coco Chanel (interpretata da Juliette Binoche, mentre in Cristobal Balenciaga da Anouk Grinberg) che chiusa la sua maison durante la guerra – intreccia una relazione con Spatz, Hans Günther von Dincklage, commerciante tedesco, ma di fatto agente segreto in Francia e per questo conclusa la guerra scappa in Svizzera.

In entrambe le serie non ne esce proprio benissimo…


The New Look ha ricevuto tiepidi consensi.

Se da un lato si esalta "lo sguardo potente e complesso su ciò che il terrore e l'oppressione provocano alle persone sia ordinarie che straordinarie; non un visione facile, ma eccezionale"(Joyce Slaton, Common Sense Media), dall’altro Brian Bromberger scrive "Per le persone meno appassionate dell'alta moda, l'intera impresa potrebbe sembrare lenta e con poche ricompense. Sebbene la bellezza e l'intrigo possano essere talvolta accattivanti, Dior merita di meglio."

 

Personalmente avrei preferito fosse utilizzato il francese, ma la produzione è americana, quindi credo che la cosa non sia stata presa in considerazione (anche per la scelta degli attori).

Non ci sono ancora conferme, ma potrebbe esserci una seconda stagione: la serie infatti si conclude con l’inizio della maison Dior.

 

Andiamo avanti di qualche anno e ci spostiamo negli Stati Uniti con la serie prodotta da Ryan Murphy per Netflix dedicata alla vita di Roy Halston.


Partito come modista – suo l’iconico cappello pillbox hat -  scelto da Jacqueline Kennedy per l’inaugurazione delle presidenziali del marito nel 1961, si afferma nel corso degli anni 70 per la sua linea di pret-à-porter; abiti semplici ma allo stesso tempo sofisticati.

Una carriera e una vita fatti di alti e bassi, eccessi e glamour. Ad interpretare lo stilista, Ewan McGregor che ha vinto un Emmy per la sua performance.

La serie – che si intitola semplicemente Halston -  è composta da 5 episodi e si trova su Netflix.

 

Anche Halston è citato nel libro di Leamer

Un altro dei frequentatori abituali del seminterrato era lo stilista Halston. Come Truman, stava precipitando in un inferno di droghe e dissipazione, ma diversamente da Truman fino a quel momento aveva conservato una parvenza del suo bell’aspetto. Halston indossava una giacca sportiva. In una tasca aveva buona cocaina, nell’altra roba scadente. «Truman prendeva sempre dalla tasca buona», a dichiaralo all’autore l’addetto stampa R. Couri Hay, che in quegli anni era intimo di Halston.

 

Guardando la serie è impossibile non notare la casa in cui ha abitato Halston…non era disponibile durante le riprese, ma è stata ricostruita per l’occasione.

E quella vera, esiste ancora? Vi anticipo la domanda  e la risposta!


Tre anni fa - in occasione dell’uscita della serie – ne ha parlato Women’s Wear Daily. Appartiene a Tom Ford, l’ha acquistata nel 2019 per 18 milioni di dollari.

 “Sono stato in quella casa nel 1979 o nel 1980, solo una volta. Non ero un amico di Halston, ma mi fu presentato e andai in quella casa con un amico per andare a prendere qualcun altro prima di andare allo Studio 54.”

"Avrò avuto 18 anni", ha aggiunto. “Quella casa, mi ha sbalordito. È ed è sempre stata una delle case più stimolanti in cui sia mai stato, e uno degli interni più stimolanti. Adoro Paul Rudolf. Ha progettato la casa nel 1966 per una coppia di gentiluomini e poi l'ha ridisegnata quando Halston si è trasferito lì - progettando tutti i mobili. Per me è semplicemente uno dei più grandi interni americani”.

 

A proposito di Tom Ford, consiglio la docu-serie Kingdom of Dreams - I nuovi sovrani della moda, produzione HBO, è uscita nel febbraio 2023 e che si trova su Sky/Now.

Spiega bene le dinamiche economiche che hanno cambiato le sorti di molti case di moda e brand, grazie a Bernard Arnault e Francois Pinault, ma anche a Domenico De Sole che insieme a Ford risollevò Gucci. Si parla anche degli stilisti chiamati a disegnare le collezioni di questi marchi: John Galliano, Alexander McQueen, Marc Jacobs e la costante pressione a cui erano sottoposti.

 

Quattro episodi che ci mostrano – attraverso filmati ed interviste – il dietro le quinte della moda dalla metà degli anni 80 ai primi anni 2000 (circa).

 

Impossibile non citare anche il documentario Alexander McQueen - Il genio della moda, dedicato al tormentato stilista inglese, morto nel 2010 a soli 40 anni. L’ho trovato – purtroppo solo doppiato – sul canale disponibile su Prime Video Top Doc (7 giorni di prova gratuiti), ma è presente anche altrove a noleggio.

 

Su Top Doc si trova un documentario su Pierre Cardin, figura presente anche in The New Look, nel caso vogliate approfondire.

Sempre legato a questa serie, consiglio il breve documentario La prima donna di Dior (Sky/Now) che racconta il backstage della collezione Cruise 2022 (che ha sfilato ad Atene nel 2021) della casa di moda attualmente guidata da Maria Grazia Chiuri.

 

Ci sono milioni di documentari, alcuni riusciti altri meno, ma nella mia ricerca sugli stilisti presenti nella puntata ho trovato su YouTube (in lingua originale, senza sottotitoli con un audio non perfetto) Ultrasuede: In Search of Halston del 2012.

 

Qui Liza Minelli, amica fraterna dello stilista suggerisce a Whitney Smith (regista e produttore) di andare al di là del gossip, alla scoperta del vero Halston. Promessa che mantiene in parte, ma resta comunque interessante la visione.

 

Concludo con alcune mostre:

Ho avuto l’occasione di visitare a febbraio a Victoria & Albert Museum Gabrielle Chanel. Fashion Manifesto. In mostra abiti, accessori (non manca l’iconico Chanel n.5) che ripercorrono la vita e le creazioni della couturière francese

Purtroppo si è chiusa il 10 marzo, ma nel caso passiate per Londra sempre qui dal 22 giugno 2024 al 6 aprile 2025 ci sarà NAOMI: In Fashion. La prima mostra a celebrare la vita e il contributo di una singola modella all'industria della moda, attinge al vasto guardaroba di Campbell, oltre a prestiti ed abiti d’archivio.

 

A Milano a Palazzo Reale fino al 31 luglio, DAL CUORE ALLE MANI: DOLCE&GABBANA.

Leggo dalla presentazione:

Un viaggio nella mente di due dei più celebri stilisti del mondo della moda, nella mostra che ospita le creazioni più famose del marchio. Un percorso che racconta il processo creativo delle opere e delle idee di Domenico Dolce e Stefano Gabbana, dal cuore fino alla loro realizzazione, a mano.

 

Infine a Prato, presso la Fondazione Museo del tessuto fino al 22 settembre Walter Albini. Il talento, lo stilista.

Protagonista della moda italiana tra gli anni 70 e 80.

Probabilmente poco conosciuto, questo archivio - in parte inedito – ci offre la possibilità di scoprire le sue creazione attraverso più di 300 oggetti tra disegni, fotografie, bijou, tessuti e abiti.




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