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  • Immagine del redattoreLaura Invernizzi

Amiche Mie! - 2

Il 13 marzo è un giorno speciale…Manuel Agnelli e Ligabue non c’entrano e comunque per me passano in secondo piano perché in questa data è nata la mia sorella elettiva Elisa (Eli) my person come si dicono reciprocamente Meredith e Cristina in Grey’s Anatomy. (che torna con la sua 20esima stagione da domani - 14 marzo - anche in Italia su Sky/Now).

 

Quindi quale miglior occasione per tornare a parlare di amicizie al femminile con altre 4 serie TV (+ bonus), ambientate in diverse parti del mondo – due sicuramente più conosciute, le altre meno, ma comunque reperibili su Netflix e Prime Video.

 

@imdb

Partiamo dagli Stati Uniti, precisamente da Serenity, cittadina fittizia ispirata a Sumter in South Carolina, dove si svolgono le vicende della serie TV Sweet Magnolias, in Italia tradotto in il colore delle Magnolie, ha debuttato su Netflix nel 2020, tre stagioni e una quarta in produzione.

Tratta dagli omonimi libri di Sherryl Woods (ne sono stati pubblicati 10, il prossimo uscirà a fine luglio) ci presentano la vita di Maddie, si sta separando dal marito che l’ha tradita con la segretaria, ha tre figli e non sa cosa ne sarà della sua vita. Dana Sue, chef, madre single con figlia adolescente, è proprietaria del ristorante Sullivan’s mentre Helen, abile avvocato che ha deciso di comprare una vecchia casa coloniale e trasformarla in una spa con le amiche.

La serie si concentra sull'importanza dell'amicizia, del sostegno reciproco e della costruzione di relazioni significative, all’interno di una piccola comunità in cui tutti si conoscono e non mancano gli screzi (e i segreti).


Ho cercato una definizione per questo genere di serie (cito qualche altro titolo che si trova su Netflix  - Virgin River, Chesapeake Shores), in cui sai che i problemi saranno risolti entro la puntata o la fine della stagione, ho trovato heartwarming, commovente o forse meglio scalda cuore, o feel good TV, quelle visioni che ti fanno stare bene, commedie romantiche da vedere con tisana e copertina sul divano (ovviamente).

Anche le recensioni concordano su questi aspetti, anche se per la quarta stagione si vorrebbe una svolta più drammatica.

 

In queste due puntate sulle amicizie, ho scelto serie TV che vedono protagoniste un gruppo di donne (3-4), ma vi segnalo un’altra serie che ha avuto molto successo su Netflix, Firefly LaneL’estate in cui imparammo a volare che vede al centro delle vicende l’amicizia tra Tully (interpretata da Katherine Heigl – giusto per tornare su Grey’s Anatony) e Kate che ci viene raccontata su tre linee temporali, l’adolescenza e l’inizio della loro amicizia, giovani donne alle prese con la carriera e alla ricerca di relazioni solide fino ad arrivare ai 40-45 anni.

Rispetto ai titoli che vi ho citato, ha un tono più drammatico.

Firefly Lane è composta da 2 stagioni, 26 episodi.

 

Ma torniamo a noi!

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Ci spostiamo a Madrid, dove è ambientata Valeria, rilasciata su Netflix a maggio 2020, è tratta anche in questo caso da una serie di romanzi di Elísabet Benavent (si trovano anche tradotti in italiano).

Valeria può vantare di essere la prima nella produzione audiovisiva spagnola ad essere interamente scritta e diretta da donne (ovviamente si spera ce ne siano sempre di più a livello globale, soprattutto nel raccontare l’universo femminile). 

La protagonista è appunto Valeria, dopo l’esordio con un racconto, si appresta a pubblicare il suo primo romanzo, ma l’ispirazione tarda ad arrivare. È spostata con Adri, talentuoso fotografo la cui carriera stenta a decollare, anche il rapporto tra loro inizia a vacillare dopo che Valeria incontra Vìctor.

Valeria manda lunghissimi messaggi vocali (praticamente podcast le fanno notare) alle sue tre amiche.

Carmen, si occupa di marketing e campagne pubblicitarie. Pur essendo molto brava e dalle idee brillanti viene spesso messa in secondo piano rispetto ai colleghi maschi. Non ha una relazione ed è piuttosto impacciata ed insicura soprattutto con il suo collega con cui nutre un certo feeling.

Lola invece è l’esatto opposto, fa interprete e ha brevi relazioni sessuali e un rapporto sul filo del rasoio con un uomo sposato.

Infine Nerea, avvocato che lavora nello studio di famiglia e che non riesce a confessare ai genitori di essere lesbica.

Irriverente, un po’ sopra le righe, un po’ drama queen, sicuramente si distingue da altre serie per l’approccio aperto e senza filtri, presenza di scene di sesso (giusto nel caso vogliate guardarlo in famiglia eh!). Il paragone con Sex and The City è ovviamente dietro l’angolo, ma come ho detto nella scorsa puntata è normale, avendo fatto da apripista al genere.

Valeria si è conclusa nel 2023 dopo 3 stagioni, 24 episodi.


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Prendiamo un aereo e atterriamo a Mumbai, India per conoscere le protagoniste di Four More Shots, Please! (credo che in italiano sia stato tradotto Quattro shot per quattro ragazze!) serie che si trova su Prime Video composta da 3 stagioni, 30 episodi.

Non credo sia molto conosciuta da noi, ma ci offre uno spaccato interessante, seppur filtrato e parziale, sulla vita di giovani donne tra i 20 e i 30 anni nella metropoli indiana che devono districarsi tra le norme sociali, la società maschilista e il loro desiderio di indipendenza, successo professionale e relazioni sentimentali.

Conosciamo Damini (Dee), giornalista investigativa che ha lanciato una testata online. La sua ricerca della verità la espone a continue cause di diffamazione che turbano il consiglio di amministrazione.

A suo supporto l’avvocata e amica Anjana (Anj), divorziata e madre di una bambina di circa 8 anni. Non è interessata ad avere relazioni, ma si ritrova a dover gestire i suoi sentimenti dopo la scoperta della nuova fidanzata dell’ex marito.

Umang (Mangs), è una personal trainer queer, piuttosto impulsiva che non riesce a dimenticare Pink che – nonostante ricambiasse il suo amore – ha sposato il suo fratello. Origini punjabi, ha un pessimo rapporto col padre.

Alle prese con le aspettative di matrimonio  Sidhi (Sids), figlia unica di famiglia benestante, con la madre che la vorrebbe magra e fidanzata…tra indovini, dieta e balli, Sids cerca la sua strada e soprattutto l’accettazione di se stessa che arriva in modo poco ortodosso.

 

Nell’editoriale di Aarsih Gazi su HerZindagi.com si fa il punto sulle tematiche emerse nella serie: promuove le amicizie tra donne, sfida le norme di genere e la sessualità, parla dell’equilibrio tra carriera e vita sentimentale, salute mentale. Basta? Per l’autrice no…

Per essere uno spettacolo veramente inclusivo e rappresentativo, potrebbe trarre vantaggio dalla diversificazione delle dinamiche dei personaggi e dall’andare oltre le rappresentazioni a livello superficiale. L'impatto dello spettacolo è innegabile, ma dovrebbe continuare a sforzarsi di presentare uno spettro più ampio di esperienze che risuonino con un pubblico più diversificato. In questo modo, " Four More Shots, Please!" ha il potenziale per diventare un pioniere nel campo della narrazione significativa e di grande impatto, affrontando in modo autentico i problemi delle donne urbane nel mondo di oggi.” 

Nelle tre stagioni, tutti i personaggi evolvono, vacillano, il rapporto tra loro si incrina…cose che accadono nelle dinamiche di vita reale, ma con un’ambientazione lontana da noi che merita sicuramente una visione anche per scoprire le tradizione indiane in chiave moderna (ovviamente si parla di una Mumbai ricca e benestante, quindi è evidente che la realtà non sia così patinata).


@imdb

Concludiamo il nostro viaggio in Corea con Thirty-Nine - Trentanove (avevo giusto accennato alla serie nella puntata 88).

Qui troviamo tre amiche - che si conoscono da quando sono adolescenti – affrontare il giro di boa dei 40 anni.

Cha Mi-jo, direttrice di una clinica dermatologica, ha deciso di prendersi un anno sabbatico – visto che ha spesso attacchi di panico e ansia – per andare a Palm Spring e giocare a golf.

È stata adottata quando aveva 5 anni e si reca spesso a fare la volontaria nell’orfanotrofio dove è vissuta.

Una sera decide di passare il tempo con un uomo di nome Seonwoo che le fa provare forti emozioni convinta che non lo rivedrà più…ma se lo ritrova poco dopo come suo sostituto in clinica.

Jeong Chan-young è un’insegnate di recitazione, nonostante fosse una brava attrice non ha proseguito la carriera. Ha un grande amore – corrisposto – Jinseok che però è sposato e ha un figlio quindi il loro rapporto seppur stretto è platonico (anche se mal visto dai genitori di Jeong Chan-young).

Jang Joo-hee, lavora in un grande magazzino, è timida e per un certo periodo si è occupata della madre malata. Se non fosse per le sue amiche probabilmente farebbe una vita ancora più monotona e vuota.

Le cose per tutte cambiano quando arriva la diagnosi una malattia terminale che le colpisce da vicino (non spoilero), dovranno affrontare così la malattia e fare i conti con il dolore e la perdita imminente e lo stesso vale per tutti gli altri personaggi della serie.

Il tema del lutto al centro di una serie di questo tipo non è semplice da trovare, al netto di alcune parti un po’ lente agli occhi di chi è abituato alle produzioni americane, le recensioni che ho letto (vi riporto qui il link) elogiano la scrittura, il cast e altre tematiche affrontate nella serie: amore, carriera e relazioni di amicizia e familiari.

Trentanove si trova su Netflix ed è composta da 12 – lunghi – episodi come lo sono tipicamente i drama coreani….si piange (vi avviso in anticipo!)



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