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  • Immagine del redattoreLaura Invernizzi

Musica, Maestro!

Ci sono serie a cui sono affezionata, pur non avendole più riviste (cosa che avviene nel 99% delle volte), ma a cui penso quando si tratta di suggerire qualche produzione del passato.

Quindi qualche settimana fa ho preso il file audio della puntata dedicata a Mozart in the Jungle che avevo realizzato per il mio programma radiofonico Quando arrivano gli inglesi? nel maggio 2015 e l’ho trascritta facendomi aiutare da un programma trovato online.

Caso vuole che qualche giorno dopo, precisamente il 6 febbraio, la pagina Facebook di Hall of Series ha ricordato la pubblicazione del pilot della serie avvenuto proprio 10 anni fa!


Insomma ero sul pezzo in modo inconsapevole, ma fa la serendipità fa parte di questo podcast, fin dal suo esordio.


E quindi…musica Maestro!

La serie è stata prodotta da Amazon Studios, in modo del tutto simile a quanto accadeva per gli altri titoli all’epoca (ne avevo già parlato anche recentemente per Zelda): si girava il pilot, lo si pubblicava e poi in base ai riscontri si chiudeva la produzione o si proseguiva…e così è stato.

Infatti la prima puntata andò in onda il 6 febbraio 2014 e il resto della stagione il 23 dicembre dello stesso anno.


Prende spunto dal libro autobiografico di Blair Tyndall, intitolato Mozart in the Jungle: Sex, Drugs and Classical Music, pubblicato nel 2005, che ripercorreva la sua carriera di oboista alla New York Philharmonic e non solo.

Senza indugiare nel torbido – almeno per quello che concerne la serie, il libro ammetto di non averlo letto - ha un tono leggero e scanzonato, a volte sopra le righe, ma non mancano spunti interessanti che passano quasi in sordina (dopo spiego meglio).


A fare da filo conduttore dunque è la musica classica e il dietro le quinte di un’orchestra sinfonica newyorkese tra competizioni, scarsi guadagni e lunghe sessioni di prove che compromettono il fisico, come ci spiega la violoncellista Cynthia Taylor.

È grazie a lei che la protagonista della serie Hailey Rutledge, giovane e promettente oboista ottiene la sua prima audizione alla New York Symphony dove è appena arrivato un nuovo eccentrico e talentuoso direttore, Rodrigo de Sousa. Anche lui intuisce la passione di Hailey, tanto da inserirla nell’orchestra come 5° oboe, per poi fare un passo indietro e chiederle di diventare sua assistente, lui la chiama AILAY. Altri personaggi ricorrenti: Gloria Windsor, presidente della sinfonica, ci tiene agli orchestrali e alla qualità della proposta musicale, ma deve anche far quadrare i conti. Thomas Pembridge, direttore emerito, non ha apprezzato essere messo da parte per de Sousa, così come Betty Cragdale, oboista di lunga data, disprezza apertamente Hailey.


Non parlo spesso degli interpreti, ma vale la pena segnalarli.

Rodrigo è interpretato da Gael Garcia Bernal, tra i ruoli che lo hanno reso celebre quello del giovane Che Guevara ne I diari della motocicletta ed è protagonista di Another End, film di Pietro Messina in concorso al 74° Festival di Berlino (svoltosi dal 15 al 25 febbraio scorsi).

Per il ruolo di Rodrigo Bernal ha vinto un Golden Globe nel 2016 (la serie, proprio in quella edizione ha portato a casa il premio come Miglior Serie TV comica)

Hailey ha il volto di Lola Kirke, che alterna l’attività di attrice a quella di cantautrice. È nel cast della serie Three Women che ha debuttato su Starz il 16 febbraio (aggiornerò questa pagina appena ci saranno sviluppi sulla messa in onda in Italia).

Troviamo anche Malcom McDowell (non credo abbia bisogno di ulteriori presentazion) nei panni di Thomas, Debra Monk (New Amsterdam, The Gilded Age, American Horror Story, solo per citare le ultime serie a cui ha partecipato) interpreta Betty, mentre per il ruolo di Gloria è stata scelta Bernadette Peters, vero cognome Lazzara, considerata una delle artiste di Broadway più apprezzate dalla critica (e anche autrice di libri), ha iniziato la sua carriera a soli 3 anni.


Se il cast è di livello, lo sono altrettanto i camei, musicisti del calibro di Lang Lang, ma anche il direttore d’orchestra a cui si è ispirati per il personaggio di Rodrigo, Gustavo Dudamel. Nella terza stagione, ambientata in parte a Venezia, troviamo anche Monica Bellucci interpretare Alessandra, una cantante lirica e il suo manager Christian de Sica.


Dopo 4 stagioni, 40 episodi da trenta minuti circa ciascuna, la serie si è conclusa il 16 febbraio 2018, ma è riuscita a mantenere ottimi riscontri di pubblico e critica fino alla fine (cosa non scontata) come riporta Rotten Tomatoes, da cui ho estratto qualche recensione:


Geordie Gray, The Australian cita le recenti produzioni “Tra Tar, The Conductor, Maestro e Maestra, i direttori d'orchestra a Hollywood sono molto popolari. Ma prima di quei film arrivò la vertiginosa commedia drammatica dal titolo assurdo Mozart in the Jungle.”

 

Danette Chavez, Club AV nel febbraio 2018 scrive “Con un numero di episodi gestibile, un cast delizioso e un'armoniosa fusione di commedia e dramma, Mozart In The Jungle è fatto su misura per un consumo rapido e abbondante.” E poi una considerazione che ho trovato anche altrove e che traspare: “il cast sembra sempre divertirsi così tanto che è quasi impossibile non unirsi al divertimento”.

Piccola nota – nel caso ve lo stiate chiedendo - gli attori hanno studiato a lungo per imparare a suonare gli strumenti dei loro protagonisti.

 

A proposito di recensioni, riprendo anche quella scritta a gennaio 2015 da Carlo Lanna su Oggi al Cinemadivertente, spregiudicata e veritiera. Queste sono le tre caratteristiche che contraddistinguono Mozart in the Jungle. È un fiume in piena di anticonformismo che inevitabilmente trasforma la serie in un piccolo cult da riscoprire”.

 

Insomma non ci sono più scuse per rimandare la visione se non lo avete fatto in passato!

 

Sembra scontato, ma non lo è, ma Mozart in the Jungle si trova su Prime Video (quando arrivò in Italia a luglio 2014 i diritti erano stati acquisiti da Sky, in quando il canale streaming di Amazon è stato reso disponibile da noi nel 2016)

 

Ultima nota che riguarda la musica: la maggior parte è composta da Missy Mazzoli, mentre le parti più sperimentali da Laura Karpman, inoltre sono presenti altre compositrici, anche alla luce dell’evoluzione artistica di Hailey.


In un articolo della Thornton School of Music, la cosa viene ben evidenziata, cito: "Mozart in the Jungle ha portato in primo piano la questione della diversità di genere nella musica, sia dentro che fuori dallo schermo, commissionando musiche a Karpman, Missy Mazzoli, Paola Prestini, Caroline Shaw, nella sua quarta stagione.

Karpman è entusiasta del cambiamento di consapevolezza nei confronti delle compositrici che ha sostenuto lo show

"Se non cerchi donne compositrici, o non le vedi, allora non pensi che esistano", ha detto Karpman. 

“C'è sempre stato quel mito: 'Oh, semplicemente non esistono compositrici donne.' 

Bene, ora sappiamo che è solo una sciocchezza, e lo è sempre stato."

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