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  • Immagine del redattoreLaura Invernizzi

Magpie Murders


Una per il dolore,

Due per la gioia,

Tre per una bambina,

Quattro per un bambino,

Cinque per l’argento,

Sei per l’oro,

Sette per un segreto

che non va rivelato.


Apro il 2023 del Il divano chiama con un puntata che contiene un paio di elementi a me cari: libri vs adattamenti cinematografici/televisivi e produzioni crime inglesi.


Lo faccio con un solo titolo: Magpie Murders, I delitti della gazza ladra, libro scritto da Anthony Horowitz da cui è stata tratta l’omonima serie in 6 puntate che ha debuttato il 18 dicembre su Sky Investigation/Now.


Un giallo senza finale. Questo è ciò che la editor Susan Ryeland deve affrontare quando riceve il tanto atteso libro Magpie Murders – Appuntamento con la morte con protagonista il detective Atticus Pünd uscito dalla penna del famoso - ma non altrettanto simpatico - scrittore Alan Conway.

Quando Susan - a bordo della sua decapottabile rossa - tenta di trovare l’ultimo capitolo mancante, si trova immersa lei stessa in un giallo (non svelo altro).

C’è una particolarità nella stesura di questo romanzo (e della serie, firmata dallo stesso Horowitz); in Magpie Murders abbiamo un giallo nel giallo, pseudobiblion ovvero libro immaginario citato in una narrazione come reale* (anche se qui non troviamo solo una citazione, ma un intero romanzo)

Ora vi spiego meglio.

Letto, bottiglia di vino, nachos al formaggio, vasetto di salsa piccante e sigarette…così si appresta la nostra protagonista alla lettura della sola copia dattiloscritta del nono romanzo di Alan Conway che ci viene riproposto per esteso nelle pagine successive con tanto di suddivisione dei capitoli che riportano la filastrocca che ho recitato all’inizio.

Ci addentriamo quindi nella vicende di Atticus Pünd per riemergere al settimo capitolo ritrovando Susan e una morte improvvisa, reale.


Nella serie invece lo svolgimento delle due storie si intreccia quindi le conosciamo entrambe poco alla volta. Complice anche il fatto che Alan Conway si ispirasse a parenti e conoscenti per creare i suoi personaggi, gli sceneggiatori hanno utilizzato gli stessi attori per interpretare i ruoli all’interno del racconto di Pünd che nella storia principale.

Indubbiamente una scelta narrativa completamente diversa, ma che tiene alta l’attenzione dello spettatore.

Alcuni personaggi del libro non sono presenti - come il produttore televisivo incaricato di contrattare con il dispotico scrittore per gli adattamenti dei suoi romanzi o la dottoressa del paese quindi anche le storie annesse - e sono state apportate alcune modifiche sulle modalità di congedo di Atticus Pünd.

Lo stesso detective ha un volto diverso, viene ripetuto nel romanzo che Conway si fosse ispirato a Ben Kingsley in Schindler’s List mentre nella serie troviamo Tim McMullan che ha una fisicità diversa, ma che rende benissimo la personalità e la storia di questo investigatore privato (il cui passato nella serie è in realtà solo accennato dal numero impresso sul suo braccio).


Parlando sempre del libro, I delitti della gazza ladra, ho trovato molto interessanti le riflessioni sul genere crime che la protagonista ci offre e che credo siano anche il pensiero dell’autore (inteso come Horowitz.

Me ne sono appuntata qualcuna che va ad integrare il discorso fatto qualche tempo fa nella puntata 51 Perché amiamo il crime?

Ad esempio:

I gialli ruotano attorno alla verità: né più né meno. In un mondo pieno di incertezze, non proviamo forse una naturale soddisfazione nel voltare l’ultima pagina sapendo che tutti i puntini sono stati messi sulle I? Le trame ricalcano la nostra esperienza del mondo.

Non mancano i riferimenti ad Agatha Christie a cui Alan Conway attinge a piene mani a partire dall’utilizzo delle filastrocche ed altri espedienti narrativi.


In particolare la filastrocca protagonista di Magpie Murders deriva dalla superstizione legata alle gazze, considerate uccelli malauguranti in alcune culture, e in Gran Bretagna, almeno all'inizio del XVI secolo.

Ci sono diverse versioni a partire dalla prima registrata nel 1780, quella che ho citato all’inizio è quella più recente diventata popolare con un programma televisivo intitolato Magpie andato in onda nel Regno Unito tra il 1968 e il 1980.

Tutte però fanno riferimento al numero di gazze avvistate e quindi al fatto che possano portare fortuna o sfortuna…fateci caso quando le vedete (e non capita di rado, almeno nella mia città natale).


Prima di concludere con le recensioni sulla serie, un accenno all’autore Anthony Horowitz.

Inglese, classe 1955, prolifico autore di libri per bambini e adulti - è uno che di gialli se ne intende tanto da essere scelto per scrivere due nuovi storie con protagonista Sherlock Holmes; The House of Silk - La casa della Seta nel 2011 e Moriarty nel 2014 (quest’ultimo non è stato tradotto in italiano). Anche la Ian Fleming Estate – che detiene i diritti delle opere dell’autore che diede vita a James Bond - ha commissionato a Horowitz la stesura di nuovi romanzi. Ne ha pubblicati 3, l’ultimo lo scorso anno dal titolo With a Mind to Kill.

Oltre a Magpie Murders, uscito nel 2016 ritroviamo la nostra editor/detective Susan Ryeland anche in Moonflower Murders, uscito nel 2020 (in Italia lo scorso anno col titolo I delitti della bella di notte).

Horowitz non solo ha firmato la sceneggiatura della serie di cui ho parlato in questa puntata, ma anche di numerose altre (in alcuni casi nella veste anche di regista).

Segnalo: 11 episodi di Poirot, la serie televisiva di ITV prodotta tra 1989 e il 2013 (tutte le 13 stagioni si trovano di Sky/Now, 4 su Prime Video), 6 episodi di Midsomer Murders /L’Ispettore Barnaby (Prime Video), poi la serie tratta dai suoi romanzi con protagonista la giovane spia Alex Rider (anche questa si trova su Prime), New Blood, Foyle's War e altri titoli che non sono mai usciti qui.

Non male come curriculum!


Tornando alla serie protagonista di questa puntata Magpie Murders, I delitti della gazza ladra (6 episodi disponibili su Sky/Now), le recensioni lette su Rotten Tomatoes premiamo le scelte narrative e gli interpreti.


Emily Bernard - Collider: Mentre a volte lo spettacolo nello spettacolo può stancare un po', Magpie Murders è un giallo molto divertente con abbastanza rivelazioni e colpi di scena da farti tirare ad indovinare fino alla fine.


Amber Dowling - Variety: A parte la dualità dei misteri, "Magpie Murders" non è materiale rivoluzionario, ma sicuramente toglie quello sfizio nostalgico in caso si cerchi un murder mistery con colpi di scena divertenti e personaggi interessanti


John Anderson - Wall Street Journal: Gran parte di "Magpie" sarebbe potuta sembrare una trovata se le due interpretazioni principali (Lesley Manville e Tim McMullan) non fossero state così sbalorditive.


* definizione e spiegazione sul sito Una parola al giorno


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